Antonio Montariello è un artista che non si accontenta di “rappresentare”: vuole far esistere. Lavora tra pittura e scultura come chi cambia attrezzo senza cambiare ossessione: la stessa urgenza passa dalla superficie al volume, dal colore al corpo, dalla luce al peso.
Nelle tele il pigmento non è decorazione ma pressione, attrito, presenza; nelle sculture — legno e smalto, materiali che portano con sé una memoria fisica — la forma si impone come una domanda concreta, non come un’idea elegante.
Il suo lavoro nasce dentro una contemporaneità in crisi: immagini infinite, attenzione frantumata, emozioni consumate alla velocità di uno scroll. Montariello risponde con l’opposto del “feed”: tempo di sosta. Costruisce opere che chiedono di avvicinarsi, di sostare, di rinegoziare la distanza. Non cerca il clamore: cerca l’impatto lento, quello che resta addosso perché ha consistenza.
La sua traiettoria è aperta, contaminante. Accanto alla pratica di studio, ha attraversato anche il territorio della scenografia e del progetto, collaborando a spettacoli e produzioni in cui l’immagine deve diventare spazio abitabile e racconto visivo (“Lo cunto de li cunti”, “La banda degli onesti”, “Love at the time of powerpoint”).
Tra le opere note in ambito collezionistico compaiono lavori pittorici di grande formato come “From bread and roses” (2007) e una scultura Senza titolo (2000) in legno e smalto; e, nel percorso, la realizzazione del trittico monumentale “BREAD & ROSES” (2000). Nel 2025 le sue opere figurative sono state presentate a Roma, in dialogo con la porcellana di Yuriko Damiani, nel progetto espositivo “Connessioni”. In pittura come in scultura, Montariello lavora per una cosa sola: ridare gravità al presente. Far sì che l’opera non sia un’immagine tra le altre, ma un incontro. Antonio Montariello lavora tra pittura e scultura: dal colore alla materia, dalla superficie al volume, costruisce opere che chiedono tempo e presenza. In una contemporaneità saturata di immagini rapide, la sua ricerca restituisce peso, corpo e sosta. Ha attraversato anche la scenografia e il progetto, portando l’immagine nello spazio. Antonio Montariello, nato a Napoli nel 1967, vive e lavora a Roma.